Sasso Marconi

stemma sasso marconi

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sasso marconi
guglielmo marconi

Sasso Marconi (Al Sâs in dialetto bolognese) è un comune italiano di 14.612 abitanti della città metropolitana di Bologna, in Emilia-Romagna, il cui territorio occupa la prima zona collinare dell’Appennino bolognese compresa tra la bassa valle del fiume Reno, la porzione inferiore della valle del Setta a sud-est e parte del bacino idrografico del fiume Lavino a ovest.

Sasso Marconi – cenni storici :

Fino alla prima metà del XX secolo il comune era denominato Praduro e Sasso, per assumere la denominazione di Sasso Bolognese con Regio Decreto del 20 giugno 1935, n. 1386.

Nel 1938 assunse l’attuale denominazione di Sasso Marconi, in onore del premio Nobel Guglielmo Marconi.

Il paese prende il nome dal Sasso della Glosina, una Rupe del Contrafforte pliocenico che domina in confluenza dei fiumi Setta e Reno, e da Guglielmo Marconi, il noto scienziato.

Precedentemente i toponimi che identificavano la zona erano Praduro e Sasso.

Il paese era abitato già in epoca etrusca come evidenziano varie tombe, i cui corredi sono ora in mostra nel vicino museo di Marzabotto.

Del periodo romano rimane l’imponente opera dell’acquedotto che convogliava le acque fino a Bologna. In parte ancora funzionante. 

santuario beata vergine del sasso
palazzo rossi

Chiamata in passato Praduro e Sasso, assunse la denominazione di Sasso Bolognese nel 1935 e quella attuale nel 1939, in omaggio allo scienziato bolognese Guglielmo Marconi, che vi condusse alcuni esperimenti sulla telegrafia senza filo.

La prima parte del toponimo si riferisce alla rupe che sovrasta l’abitato. Caduto l’impero romano fu occupata dai bizantini, entrando poi a far parte dei domini longobardi.

Nel Medioevo fu divisa in più comunità, dipendenti da diverse autorità, tra cui il comune e i vescovi di Bologna. Coinvolta nelle lotte tra questa e i conti di Panico, cui era assoggettata l’area montana, nel corso del Trecento passò interamente sotto il controllo bolognese.

Con l’avvento della signoria dei Bentivoglio conobbe una grande crescita economica e urbanistica: furono costruite numerose dimore signorili che, specie dal XVII secolo, divennero il fulcro di una fervida attività artistica. Assunto l’attuale assetto territoriale durante la restaurazione pontificia, sul finire dell’Ottocento assistette al crollo di una parte della rupe.

Alle vittime della frana si aggiunsero quelle, purtroppo più numerose, dell’ultimo conflitto mondiale.

Sasso Marconi – patrimonio :

Pregevole è il patrimonio architettonico, in cui spiccano: il santuario della Beata Vergine del Sasso; l’oratorio di Santa Apollonia; la seicentesca villa “Le Torrette”; la villa Dall’Armi; la villa Rossi e i palazzi Bevilacqua e Fibbia, a Borgonuovo; la chiesa di Santo Stefano, il palazzo Rossi, le ville Ghisilieri, Melara, Quiete e Griffone (davanti a quest’ultima vi è il mausoleo di Guglielmo Marconi), a Pontecchio, e il palazzo Sanuti, a Fontana.

Sasso Marconi è, tra le altre cose, citata nel brano Bomba o non bomba (album Sotto il segno dei pesci, 1978) di Antonello Venditti.