Lizzano in Belvedere

stemma lizzano in belvedere

Indirizzo:  P.za Marconi,6 – 40042

Telefono. 0534 51024  Fax. 0534 51536

Pec:comune.lizzanoinbelvedere@cert.provincia.bo.it

Lizzano in Belvedere (Lizã in dialetto bolognese montano alto, Lizàn in dialetto bolognese cittadino) è un comune italiano di 2 216 abitanti della città metropolitana di Bologna, in Emilia-Romagna, fa parte dell’Unione dell’Alto Reno.

Lizzano in Belvedere – Storia :

Il passaggio di uomini primitivi in questa zona è testimoniato dal ritrovamento di resti dell’Età del Ferro presso la Sboccata dei Bagnadori e la Rocca Corneta.

Tra gli altri popoli che passarono di qui si possono citare i Liguri, gli Etruschi e i Galli Boi.

Le mummie, teste in pietra scolpita poste sulle case o sui camini con significato benaugurante, deriverebbero dalla consuetudine dei Galli di lasciare le teste dei propri nemici appese fuori dall’abitazione.

Lizzano in Belvedere nel 553. passa sotto l’influenza dell’Esarcato di Ravenna: a testimonianza di ciò abbiamo i resti dell’antica pieve in stile bizantino, dedicata a Mamante di Cesarea.

Nel 753 i territori entrano a far parte, attraverso una donazione, dei territori del re longobardo Astolfo.

Durante l’epoca dei Comuni (1227), venne eretta sul monte Cimbriano una fortezza, che per la posizione venne detta Fortezza del Belvedere, denominazione che con il tempo passò a tutta la località.

Di questa costruzione attualmente rimangono solo i ruderi. In questo periodo il territorio è suddiviso in cinque comuni: Belvedere, Gabba, Lizzani, Monteacuto delle Alpi e Rocca Cometa.

Nel 1293 il Senato di Bologna promuove la costruzione di un canale per facilitare il trasporto dei tronchi di faggio verso la città. Le acque del torrente Dardagna vengono così in parte deviate nel corso del fiume Reno.

Di questa antica costruzione non rimane più traccia. Rimane solo nel nome della frazione di Poggiolforato. Il nome significa monte forato e si riferisce appunto all’opera idraulica del comune di Bologna.

Fu da sempre paese di passaggio, fino al ‘800 per andare da Bologna a Pistoia attraverso “la Viottola” e in seguito dal bolognese alla montagna modenese con la costruzione della statale delle Radici.

chiesa di san mamante lizzano in belvedere

L’attuale chiesa è stata ricostruita nel 1931. Al suo interno, nella parte sinistra, si trova l’organo costruito da Francesco Michelotto: consta di due tastiere di 61 tasti e pedaliera di 32. La trasmissione è elettrica.

Lizzano e il periodo bellico :

Durante la Seconda guerra mondiale, Lizzano in Belvedere è teatro degli scontri tra SS tedesche ed italiane, che ancora occupavano le zone appena dietro la Linea Gotica, e le brigate partigiane che lottavano per la Liberazione, comandate dal 1944 dal partigiano Armando.

Gli scontri sfociarono in violente repressioni da parte delle truppe tedesche ai danni dei partigiani e della popolazione civile, causando gli eccidi dell’alto Reno e in particolare l’eccidio di Ca’ Berna.

Madonna dell’Acero

santuario madonna dell'acero lizzano in belvedere

È una delle dieci frazioni del comune, situata a un’altitudine di 1200 metri.

Deve il suo nome al santuario ivi costruito intorno al 1500. La tradizione narra che la Madonna apparve a due pastorelli, salvandoli da una bufera di neve e ridonando a uno l’uso della parola. L’apparizione era avvenuta nei pressi di un acero, attorno al quale venne costruita una chiesetta e successivamente un santuario.

Tra gli innumerevoli ex voto spicca quello di Brunetto Brunori: un gruppo di statue lignee offerte per essere scampato alla morte in occasione della Battaglia di Gavinana, il 3 agosto 1530.

Parco regionale del Corno alle Scale

capriolo parco corno alle scale lizzano in belvedere

All’interno della superficie del comune di Lizzano in Belvedere sorge il Parco regionale del Corno alle Scale.

Istituito nel 1988 é un area naturale protetta e occupa una superficie di 4974 ha.

All’interno del parco si trova il sito di interesse comunitario denominato Corno alle Scale, che copre una superficie leggermente inferiore rispetto all’intera area protetta. L’animale simbolo del parco è il capriolo.